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Doppio avvenimento,
inaugurazione e riapertura.
Inaugurazione, la sera del 10 Agosto e fino al
16, di una mostra di quadri dell' autore
paesano Nino
Spera nella ristrutturata "TORRETTA".
All' inaugurazione (mostra) ed alla
riapertuta (Torretta) hanno presenziato tutte le piu'
alte cariche della nostra
cittadina dando cosi un
notevole contributo in
termini di valorizzazione del territorio,
in questo modo la TORRETTA potra' ritornare (Anni di abbandono l'
avevano ridotta addirittura ad edificio
pericolante) ai suoi antichi fasti.
Sotto. la biografia del nostro caro compaesano:
Nino
Spera
Carmine Speraddio è nato a San
Paolo di Civitate (FG) il 12 Ottobre 1947
primogenito di tre figli avuti da Anna Lombardi
e Diego Speraddio, famiglia di braccianti scesi
dal Gargano, nella pianura pugliese che dà
inizio
al Tavoliere di quelle che una volta venivano
chiamate le Antiche Apuliae. Negli anni di
immediato dopoguerra, quando l'Italia si leccava
le ferite e contava ancora i morti di una
sciagurata guerra che aveva sconvolto il mondo
intero, inizia a frequentare le scuole
elementari e, come fanno molti in questo periodo,
i genitori lo affidano ad un "mastro
barbiere", per imparare un mestiere e
toglierlo dalle strade. Nella bottega di un
barbiere di un piccolo paese non manca il tempo
per i compiti scolastici e per dar sfogo alla
creatività di un ragazzo schivo e riservato come
Carmine, che affida le sue emozioni al tratto
delle matite per esprimersi più che alle parole.
A quel tempo la bottega di un barbiere è un
luogo dove i clienti entrano e si fermano a fare
quattro chiacchiere e, nel far passare il tempo,
si discute di tutto, anche dei disegni di quel
ragazzo che mostra un talento naturale per i
colori più che per il mestiere di barbiere. Per
dieci anni, tanto dura la permanenza di Carmine
presso la bottega di mastro Francesco Cipriano,
Carmine fa ritratti e barbe ai clienti. Nel 1957
la banca del paese indice un concorso per
giovani scrittori e pittori sulla giornata del
risparmio, Carmine si aggiudica quello della
sezione dipinti, un salvadanaio ed un libretto a
lui intestato con mille lire. La bottega di un
barbiere è anche un posto dove non mancano
giornali e riviste e proprio da una di queste,
"La Domenica del Corriere", Carmine
trova ispirazione copiando le tavole di Walter
Molino. I suoi insegnanti di scuola, intanto,
cercano di indirizzarlo verso la scultura e, per
quando ottiene risultati pregevoli, la sua
passione è il segno, il tratto di una matita o
di un pennello. Segue attraverso i vetri delle
finestre i lavori di un pittore famoso nel
paese, Giorgio Russo ed intanto conosce il
professore Gianni De Maso, insegnante di Liceo
Artistico e stimato artista. Alle famiglie meno
abbienti manca la forza economica di dare ai
propri figli quell'opportunità che gli consenta
di coltivare il proprio talento e così, viene
consigliato ai genitori di far continuare gli
studi in un convento, Carmine scarta questa
possibilità per rimanere legato alla famiglia,
ma non passa molto tempo che la necessità di
guadagnarsi da vivere spinge i giovani del sud
all'emigrazione e nel 1964, dopo aver lasciato
la bottega da barbiere, anche lui prende la
strada, comune a molti suoi coetanei, per la
Germania.
Lavori
manuali da operaio, come quelli che ha svolto
per tutta la vita lavorativa nel comune di
Bruino in provincia di Torino dove si ferma a
vivere dopo il servizio militare e dove mette su
famiglia, senza mai interrompere il suo rapporto
col colore anzi, la vicina Torino èpiena di
circoli di artisti e di nuovi fermenti ed offre
molte possibilità di conoscere e farsi
conoscere, di misurarsi e confrontarsi con
artisti affermati e nuovi, ed équi che Carmine
Speraddio che in arte si firma da sempre Nino
Spera, ottiene molti riconoscimenti personali.
Partecipa a concorsi e mostre sempre
come indipendente, schivo e riservato com'è sua
natura, non si iscrive mai a nessun gruppo o
associazione. Frequenta una scuola privata per
disegnatore meccanico progettista e ne consegue
il diploma nel 1972, nel gennaio del 1973, la
moglie Maria Pia gli dà un figlio: Diego, seguito
nel dicembre del 1974 da Anna Gardenia. Il peso
di una famiglia sulle sue spalle non gli
impedisce di continuare questo amore con la sua
prima passione, dipinge con continuità e
passione, ne trae soddisfazioni e stimoli nuovi
e, proprio in questo periodo conosce Roberto
Simone, pittore e corniciaio col quale condivide
interessi artistici ed umani che sfociano in una
amicizia forte e tuttora viva, ed è proprio in
questo periodo che inizia a farsi conoscere in
giro con l'esposizione, ormai trentennale, di
sue opere. In questi frangenti incontra e
sperimenta stili e materiali diversi, si
interessa ad artisti vecchi e nuovi scoprendo
affinità e contrasti con alcuni di loro che
talora diventano compagni di percorso per brevi
tratti di vita o, come nel caso del pittore
post-impressionista Renzo Bortoluz, per una
esperienza che lo segna come artista e come uomo
e che non lo abbandonerà. Più in la un'altra
tappa importante diventerà per lui l'incontro
con Giuseppe Casalegno, uomo e pittore di grande
esperienza poliedrica, l'influsso delle sue
esperienze francofile portano alla curiosità di
Nino Spera
nuovi stimoli e conoscenze, i suoi stili si
arricchiscono e la sua pittura diventa un puzzle
che si completa con nuovi tasselli cromatici e
musicali. Alle spalle dei suoi soggetti, sempre
piùvari e maturi si intravedono sfumature e
toni di una coscienza e di una conoscenza sempre
più presente e consapevole. Ormai nella piena
maturità di uomo ed artista, la sua capacità
di
dare e di dire, attraverso le sue opere, il suo
modo di vedere il mondo, le emozioni, gli amori,
è privo di quel silenzio che aveva
caratterizzato il ragazzo schivo ed introverso
di quella bottega da barbiere dove aveva
cominciato a mostrare i suoi schizzi infantili.
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